— Informazioni essenziali

Stéfano Pérez Tonella (Varese, 1972) è insegnante, traduttore, autore di narrativa e teatro. Laureato in DAMS, ha vissuto in Spagna e America Latina, dove ha lavorato come ricercatore nell’ambito degli studi teatrali e insegnante di recitazione. È Art Director della piccola casa editrice varesina Asinelli Editori. Insegna Scrittura creativa, Arti sceniche e Comunicazione.


— In prima persona

(profilo completo)

Credo che la nota sintetica pubblicata in apertura sia più che sufficiente, almeno come presentazione. Poiché, tuttavia, ciascuno di noi agisce, nel proprio lavoro, nella quotidianità, anche in funzione delle scelte che ha operato nel corso del tempo, ho provato a raccontare in modo un po’ più esteso, il senso di un cammino condotto attraverso luoghi e persone.

OGGI

Insegno, presso enti pubblici e privati, Scrittura creativa, Teatro e Comunicazione. Gestisco a Varese uno studio grafico. Lavoro come art director del marchio editoriale Asinelli Editori, come volontario per l’Associazione de «Los Burritos». Sono socio di una piccola libreria indipendente.

Traduco dallo spagnolo e dall’inglese, mi dedico alla scrittura scenica e alla narrativa. Ho pubblicato diversi lavori, molti dei quali rivolti al mondo del teatro.


2000 – 2012

2001 – Conseguo la Laurea magistrale in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo e mi specializzo in Drammaturgia con Luigi Gozzi. Decido poi di frequentare un Master in Comunicazione.

2002 – Mi trasferisco (per la seconda volta) in Spagna, dove trovo la possibilità di collaborare con diversi gruppi di teatro. Insegno recitazione, drammaturgia, adatto pièce teatrali, traduco dall’italiano e dall’inglese. Collaboro, part-time, con alcune agenzie grafiche; questo mi offre la possibilità imparare le tecniche della fotografia di studio e alcuni programmi grafici. Mi appassiono alla cultura digitale, alle arti multimediali. Conseguo un diploma post-laurea in disegno web dinamico.

2004 – Vinco il concorso «Huellas» per opere inedite, con il racconto «El enjambre» (Lo sciame) ispirato a un episodio della vita di David Alfaro Siqueiros. A dicembre lascio la Spagna per l’America Latina.

2005 – Mi trasferisco a L’Avana (Cuba) dove svolgo ricerche sul teatro ispanoamericano e ho occasione di conoscere diversi protagonisti del panorama teatrale e letterario isleño, fra cui Humberto Arenal, che ho il piacere di intervistare.

Lavoro, in Perù, come volontario presso varie associazioni, fra cui la casa-famiglia «Mosoq Runa». Raccolgo materiale sul ruolo della maschera e sull’uso del corpo nel teatro pre-colombiano. Con B. Lörincz scrivo -per un laboratorio destinato ai ragazzi della casa famiglia, di cui è co-fondatrice- le prime scene della commedia Tupac Amaru. Insegno recitazione a Cuzco e Arequipa.

2006 – Visito diversi paesi dell’America Latina, fra cui Bolivia, Panama, Ecuador, Nicaragua. In Messico conosco Edgar Martínez (1927 – 2012) il quale mi chiede di partecipare come insegnante e ricercatore alle attività del Centro di ricerca e produzione teatrale «el Desván», da lui fondato. Inizio un lavoro antropologico orientato al recupero delle forme teatrali pre-colombiane.

2009 – Collaboro a Barcellona con il gruppo di teatro «El grito». Presento laboratori fondati su esercizi sensoriali e un progetto di drammaterapia sul Teatro dell’Oppresso. Organizzo un corso di Fotografia per persone non vedenti e ipovedenti, basato sulla scoperta sensoriale delle forme e la loro trasfigurazione tramite il mezzo fotografico.

2010 – A Mendoza, Argentina, presento l’installazione «Salomé». Il testo, ancora incompiuto, è basato sul delirio di un transfuga nazista che, in età avanzata, rivede nella danza di una Salomé provocante e spettrale, una delle giovani di cui era stato carnefice.

2012 – La serie di autoritratti «Normopático» è premiata da Sara Munari, fotografa e curatrice d’arte. Le foto vengono esposte a Milano, presso la sede di «Obiettivo Reporter».

«Il volto e la maschera», un’immagine fotografica realizzata in collaborazione con l’attrice Giulia Manzini, viene selezionata per l’esposizione collettiva «The Story of the Creative» e stampata su locandine e materiale informativo, per promuovere, a New York, l’evento espositivo.

Tre opere della serie «Normopático» vengono acquisite dal MUSINF (museo d’Arte moderna, dell’Informazione e della Fotografia) di Senigallia (An).


Prima del 2000

1988 – A sedici anni assisto a una messa in scena de «L’uomo dal fiore in bocca» di Pirandello. Lo spettacolo è diretto e interpretato da Federico Grassi. Affascinato dalla magia che si era manifestata in quel piccolo teatro di paese, decido di iscrivermi a un corso di recitazione presso «Quelli di Grock», una compagnia teatrale di Milano.

1991 – Conseguo la maturità scientifica. Frequento diversi gruppi di teatro amatoriale. Con alcuni amici metto in scena i primi spettacoli.

1992 – Un amico mi parla del Gruppo della Zattera, un progetto teatrale fondato a Varese da Martin Stigol e Laura Branchini. Lo spettacolo che stanno presentando si intitola «La vendetta». Vi recita anche, nel ruolo dell’antagonista, A. Minidio.

Mi propongo alla Zattera come drammaturgo; inizio però a collaborare come tecnico delle luci. Qualche mese dopo mi offro come aiuto regista per la realizzazione di una parata che prevede la messa in scena, su un carro di Tespi, de «Il visconte dimezzato» (libera interpretazione dell’opera di Italo Calvino). Collaboro con il Gruppo della Zattera per diversi anni.

1998 – Tengo il mio primo corso di recitazione: «Artaud, la maschera, il personaggio».