di Stéfano Pérez Tonella
Rara avis (monologo a due)
La scena è vuota.
Sulla sinistra, una sedia con abiti malmessi, scampoli sparsi. A siede per terra e inizia, lentamente, a piegare la montagna vestiti che ha di fianco a sé.
Sulla destra, una scrivania disordinata: fogli, libri aperti, una macchina da scrivere. B sfoglia freneticamente le carte, poi afferra la cornetta di un telefono a filo.
Silenzio. Pausa sostenuta. B appoggia la cornetta sul tavolo. Inizia il dialogo.
Le voci si rincorrono; sfuggendosi, cercano un punto di contatto che continuamente si dissolve.
———
B — Ci sentiamo?
A — Va bene; ti chiamo adesso?
B — No, ora… non posso.
A — E quando?
B — Ora.
A — Quindi… ora puoi?
B — No, ora non posso.
A — Dunque, quando?
B — Quando cosa?
A — Quando potrai?
B — Va bene.
A — Ma cosa va bene?
B — Va bene, sentiamoci quando potrò.
A — Guarda… se non ti va…
B — Ma sì, certo che mi va!
A — Bene! Allora troviamo un momento.
B — Un momento va bene.
A — Un momento… quando?
B — Domattina.
A — Domattina… a che ora?
B — No, ora non posso!
A — Sì, lo so. Domani!
B — Sì.
A — Sì… quando?
B — Domattina, alle nove… dopo pranzo.
A — …Tu pranzi alle nove?
B — Io no; tu?
A — Neanch’io. Dunque?
B — Pranzo più tardi.
A — Mi fa piacere.
B — Ci sentiamo?
A — Sì… ma quando?
(Pausa sostenuta.) Ti chiamo alle tre?
B — Va bene.
A — Allora… domani alle tre!
B — Prima però avvisami.
A — E quando ti avviso?
B — Domani.
A — A che ora?
B — Alle tre.
A — No.
B — Perché no?
A — Perché alle tre ci dobbiamo sentire!
B — Allora avvisami prima.
A — E quando?
B — Guardo l’agenda.
A — Tu hai un’agenda?!
B — No.
A — Quindi?
B — Scusa, domani alle tre non posso.
A — Fino a un attimo fa potevi!
B — Fino a un attimo fa non avevo un’agenda!
A — Va bene… allora quando?
B — Non saprei…
A — Guarda sull’agenda!
B — L’ho buttata.
A — Perché?
B — Avevo segnato un solo appuntamento.
A — …alle tre?
B — Sì.
A — Ok…
B — Ti chiamo?
A — Ora… non posso.
B — Domani…
A — …e poi domani…
B — Sì, domani va bene!
A — Ma a che ora?
B — Ora non posso…
A e B rimangono in silenzio. B riaggancia lentamente la cornetta. Entrambi tornano alle proprie occupazioni. A continua a piegare i vestiti. B resta immobile, lo sguardo perso sulla scrivania.
Buio.
SPT, ‘21
