San Gimignano
Walter Benjamin, Immagini di città, Torino, Einaudi, 2007.
Il passo citato (p. 79) è tradotto da Marisa Bartolini.
Trovare parole per ciò che si ha dinnanzi agli occhi: quanto può essere difficile. Ma quando esse arrivano, allora è come se battessero con dei piccoli colpi di martello contro la superficie del reale, sino a sbalzarne, come da una lastra di rame, la forma. «Alla sera le donne si raccolgono alla fontana davanti alla porta della città, per prendere acqua in grandi brocche». Soltanto quando ebbi trovato queste parole, dal turbamento delle impressioni immediate emerse, con i suoi precisi rilievi e le sue ombre profonde, l’immagine.
Cosa mai avevo saputo prima dei salici fiammeggianti, che al pomeriggio fanno guardie con le loro lingue di luce davanti ai bastioni che citano la città? Quanto strette prima dovevano stare le tredici torri, e come comodamente ciascuna trovava ora il suo posto, e anzi avanzava ancora molto spazio tra loro!
Connessioni: testi a confronto
Da Walter Benjamin, Immagini di città a Maria Corti, Il ballo dei sapienti: Benjamin si riferisce alla parola come colpo di martello, che scolpisce l’immagine vera dal reale. Corti, attraverso Borges, paragona l’apprendimento all’A Bao A Qu: la parola illumina (e forma) solo se sorretta da coscienza e tensione spirituale.
