- Fonte: Jean Baudrillard, Il complotto dell’arte, trad. it. di Laura Frausin Guarino, Milano, SE, 2020.
La retrospettiva infinita
(…) Sembriamo destinati alla retrospettiva infinita di ciò che ci ha preceduti. È vero in politica, nella storia e nella morale, ma anche nell’arte, che in questo caso non gode di alcun privilegio. Tutto il movimento della pittura ha rinunciato al futuro e si è volto al passato. Citazione, simulazione, riappropriazione… L’arte attuale si limita a riappropriarsi in modo più o meno ludico, più o meno kitsch, di tutte le forme e le opere del passato, vicino o lontano, o addirittura già contemporaneo. È quello che Russell Connor chiama “il ratto dell’arte moderna”.
Jean Baudrillard, 19941
- Anno di prima pubblicazione di “Illusion, désillusion esthétiques“, su «Transeuropéenne», 1994 ↩︎
Connessioni: testi a confronto
Da Jean Baudrillard, Il complotto dell’arte a William Faulkner, Mentre morivo: l’espressione artistica è ridotta a simulazione, riappropriazione di forme svuotate di senso. (Baudrillard); le parole vengono usate per comunicare un vuoto di senso (Faulkner). In nessun caso si può fare a meno della (falsità della) parola: “avevamo dovuto usarci l’un l’altro con parole, appesi per la bocca come ragni a una trave, che oscillano e si attorcigliano senza toccarsi mai.” (Faulkner)
