SPT, Tríptico de Lucas (o il silenzio della steppa) [I], 2011

Luis De Góngora, De un caminante enfermo…

Descaminado, enfermo, peregrino,
en tenebrosa noche, con pie incierto
la confusión pisando del desierto,
voces en vano dio, pasos sin tino.

Luís de Góngora, 1594


Francesco Varanini1 ci ricorda che “nell’estate del 1593 Góngora visse la terribile esperienza di una ignota malattia: una rottura nella continuità della sua vita.” Si trattò di un evento improvviso, scioccante. Per una vera e propria riemersione, come persona e come autore, dovrà attendere diversi anni. Solo nel 1613, infatti, la profonda trasformazione interiore e il percorso biografico di Luís de Góngora troveranno espressione nelle Soledades, opera grandiosa, espressione di sé e immagine della vita, nei termini della inconfondibile e universale cifra stilistica che lo contraddistingue: «Términos le da el sueño al regocijo, / mas al cansancio no: que el movimiento / verdugo de las fuerzas es prolijo.»

L’attesa dell’autore, la sua lunga convalescenza, precipita abrupta nella catabasi; si avvia, poi, alla lenta, forse inattesa, anabasi. La guarigione non è mai definitiva: è sempre possibilità di un movimento, risalita.

Alcuni elementi, ancora in nuce, del rinnovato stile che emergerà, si possono però già scorgere nel 1594. Varanini, in particolare individua nella prima quartina di quel «caminante enfermo», uno stato di sospensione2, un “dubbio esistenziale: la malattia è il passaggio. (…) L’artista ipersensibile si trova a calpestare nuove terre, ma non vede i propri passi perché immerso nell’oscurità della notte”3.

SPT ’25


Note

  1. F. Varanini, “Goya e le mostruosità della ragione”, Tutte quelle cose [Online], 15 settembre 2023, URL: https://bit.ly/3CzbMxL (consultato il 19 gennaio 2025). ↩︎
  2. Di tale “sospensione”, di quello smarrimento, possiamo riconoscere un’eco nella dedica iniziale, al duca di Bejar, delle Soledades: «Pasos de un peregrino son, errante, / cuantos me dictó versos dulce Musa / en soledad confusa, / perdidos unos, otros inspirados» [N.d.A.] ↩︎
  3. F. Varanini, op. cit. ↩︎

Bibliografia

  • Garrison, David Lee. “Los Sonetos ‘descaminados’ de Guillén y Góngora”, Confluencia, vol. XXVI, n. 2, 2011, pp. 128–34, JSTOR, URL: http://www.jstor.org/stable/41351022 (consultato il 19 gennaio 2025).
  • Góngora Luís (de), Soledades (1613), Madrid, Cátedra, 2005.
  • Micó José María, “Un sonetto di Góngora: «Descaminado, enfermo, peregrino»“, in Italique [Online], XIV, 2011, pubblicato il 25 giugno 2014, URL: http://journals.openedition.org/italique/333 (consultato il 19 gennaio 2025).
  • Testori Giovanni, Erodiade, Milano, Feltrinelli, 1969.
  • Varanini Francesco, “Goya e le mostruosità della ragione”, «Tutte quelle cose» [online], 15 settembre 2023, URL: www.tuttequellecose.com (consultato il 19 gennaio 2025).